giovedì 1 ottobre 2009





Combattimento uomo donna



Il combattimento stava per avere inizio. Lara vista di fronte era ancora più forte e statuaria di quanto prevedessi; mi dava circa 10 cm di altezza, e era più in forma che mai, con quelle cosce e quei polpacci spessi e sodi, e il petto che figurava una potenza distruttiva. Anche come vestiva mi metteva una certa soggezione, aveva una canotta bianca e scollata che lasciava trasparire perfettamente il suo seno debordante dentro un reggiseno nero e fine, e un paio di mutandine bianche che lasciavano le gambe vestite solo di un paio di stivali bianchi. Era abbronzata e questo le faceva risaltare i lunghi capelli mogano e gli occhi verdi. Era una tigre feroce. Io mi sentivo bene e non vedevo l'ora che la lotta iniziasse, nonostante la tensione. Gli ultimi incontri li avevo vinti agevolmente e le avversarie cominciavano a conoscermi e a temermi. Anche Lara sembrava abbastanza tesa, probabilmente aveva visto come avevo distrutto Tina nel match di qualche giorno prima. Avevo deciso di essere più sexy che mai, così mi ero messa un intimo coordinato in pizzo e dei collant neri con giarrettiera, degli stivali in pelle, e un ciondolo d'oro che finiva proprio sul mio seno. Ero al massimo della forma, e volevo che gli uomini presenti al match mi mangiassero con gli occhi, perché sapevo bene quanto in un incontro sia fondamentale il tifo. Intanto lo speaker era entrato sul quadrato: "Ladies and gentlemen, per il titolo femminile di lotta libera del nostro locale abbiamo oggi l'onore di presentarvi: nell'angolo alla mia sinistra, la sfidante, per un'altezza di 1,68 e un peso di 67 kg, con un record di 11 vittorie e 2 sconfitte... JENNA! E nell'angolo alla mia destra, la campionessa, per un'altezza di 1,76 e un peso di 77 kg, e un record di 42 vittorie e 1 no contest... LARA!". L'arbitro era un tipo sulla 30ina, molto carino, ci fece le raccomandazioni: niente strangolamenti e non tirare i capelli... E diede il via al match!



Subito Lara mi aggredì attaccandomi con un destro al volto che riuscii a schivare con agilità: mantenendo la guardia alta tentai di allontanarmi, ma il suo incedere sicuro mi costrinse con le spalle alla parete; si avvicinò fino a afferrarmi le spalle per fare una presa, e proprio in quel momento sferrai il mio primo colpo, un devastante pugno diretto sul suo fianco sinistro che andò perfettamente a segno. Lara fu sorpresa dal mio sinistro e si piegò dal dolore sbuffando; ero quindi già in vantaggio, e ne approfittai per saltarle addosso e spingerla al tappeto; la cavalcai sopra bloccandole con le gambe ogni possibilità di fuga e cominciai a mettere a segno una terribile serie di pugni sul suo volto. Il pubblico cominciava a riscaldarsi, eccitato com'era a vedermi dare tutta me stessa in un vortice di violenza e fisicità. Mentre tentava di respingermi, le afferrai il collo e spinsi con forza la sua testa a terra. Lara subì il colpo, e dopo averla ulteriormente indebolita con pugno diretto alla tempia, mi diedi con i piedi la spinta per assestarle un colpo volante di ginocchio che andò dritto a sfondare il suo addome. Stavo distruggendo la mia opponente con colpi di una potenza inaudita, costringendola a urlare di dolore. In un colmo di sadica eccitazione, e sapendo che non si sarebbe mai arresa, decisi che, anziché finirla, avrei fatto continuare quel combattimento ancora un po', così mollai la presa e mi rimisi in piedi e in guardia, aspettando che quella puttana si rialzasse. Il pubblico spronò Lara a combattere, ma ci vollero almeno 30 secondi prima che si mettesse di nuovo in piedi, provata dai colpi che le avevo inferto e barcollante. Mi avvicinai per sferrarle un calcio al volto ma proprio in quel momento fui bloccata; con un riflesso felino mi afferrò la gamba sinistra e mi colpì con un gancio all'inguine che non potei parare in nessun modo. Il mio grido di dolore fu altrettanto forte, e Lara ne approfittò per avventarsi su di me, in un impeto di orgoglio che sembrava averle anche restituito le energie perse in precedenza. Forte di questa rinnovata vena distruttiva, e vedendomi sofferente al tappeto, la puttana mi aggredì immediatamente, cingendomi le mani sul collo e cominciando a strangolarmi, e mollando la presa solo in seguito alla minaccia di squalifica dell'arbitro, che la allontanò da me cingendole l'addome in una sorta di presa di lotta. Lara, urlando come una belva in gabbia, si liberò con forza dell'arbitro e, vedendomi ancora a terra mi colpì con un fortissimo gancio a mano aperta che si stampò dritto sul mio mento, poi si rialzò e senza attendere un secondo tentò di finirmi saltando con le ginocchia sul mio addome... Non credo che avrei resistito a quegli 83 kg di potenza nonostante i miei addominali fossero sufficientemente forti per affrontare un combattimento come quello, ma per fortuna mi accorsi subito del pericolo, e con un guizzo felino riuscii a proteggere il mio stomaco con le gambe. Lara saltò lo stesso finendo dritta sulle mie ginocchia, che per fortuna non subirono danni irreparabili. Lara così perse l'equilibrio e cadde petto a terra a corpo morto. Proprio mentre io fui capace con le ultime forze di rialzarmi. La aggredii immediatamente alla schiena, cingendole il collo col mio braccio destro e rimettendola in piedi, e poi colpendole la guancia sinistra con un terrificante gancio che andò a stamparsi dritto sulla mascella della mia nemica. Lei tentò di difendersi con una gomitata, ma io la parai tanto da farle quasi perdere l'equilibrio. Mi rivolsi al pubblico inneggiandolo al tifo, e loro risposero con un'ovazione che mi caricò enormemente. Così, con un'incredibile serie di pugni in volto la portai ad un angolo; poi infierii con tre ginocchiate assestate sul suo stomaco ormai devastato, la presi ai fianchi, sollevandola in aria e finendo per stroncarla gettandola di faccia al tappeto. Lara era ormai finita. Il suo corpo statuario era ridotto a dimenarsi, sofferente. Io mi alzai in piedi e con la gamba la voltai di schiena per poterle poggiarle un piede sul seno, in segno di dominio, mentre Lara sputava sangue e piangeva di disperazione e di dolore.

Avevo vinto ancora. Il pubblico era ridotto al colmo dell'eccitazione, e mentre l'arbitro decretò la vincitrice, lo speaker diceva: "rendiamo omaggio alla nuova campionessa: Jenna!" Io alzai le braccia in segno di vittoria, e mi fermai un secondo a guardare Lara che veniva portata via dagli addetti del Pronto Soccorso. E più mi rendevo conto di come lei soffriva, e più ero felice ed eccitata. Ma avevo bisogno di un uomo per scaricare quell'eccitazione. Così presi il microfono dello speaker, e mi rivolsi a loro.

"Mi rivolgo a tutti gli uomini... Questa notte ho voglia di festeggiare con qualcuno di veramente potente... C'è qualcuno che vuole battersi qui, stanotte, per me, in un combattimento senza esclusione di colpi?"
Il pubblico era ormai in completa eccitazione, ma nessuno ebbe subito il coraggio di farsi avanti. Allora ripresi il microfono e dissi: "Allora? Siete forse tutti froci? Oppure... Non vi piaccio..." E così facendo mi piegai in avanti per evidenziare, se ancora ce ne fosse bisogno, le mie morbide e prosperose qualità di femmina...

Vidi finalmente qualcosa muoversi... Un uomo si stava facendo largo tra il pubblico... Sì, stava proprio facendosi largo per raggiungere il perimetro di combattimento... E sembrava proprio un gran figo, grosso come voglio io, anche se da vestito non potevo vedere bene il suo fisico, coi capelli neri e cortissimi, gli occhi azzurri e la carnagione scura. Lo invitai a scavalcare le transenne e venire... Lo salutai e ci demmo un bacio sulle guance. "Nome?" "Ivan".

"Signori, abbiamo il primo sfidante...: Ivan! Allora, chi vuole battersi con quest'uomo per me? Su, il primo che si alza avrà questa possibilità imperdibile!!" Passarono 30 secondi, quando da un angolo del locale si sentì un brusio e dei movimenti. Aguzzai la vista e vidi avvicinarsi lo sfidante. Era un uomo veramente possente, vestito in jeans e canottiera, così che potevo ammirarne gli spessissimi bicipiti e parte dei potenti pettorali. Entrò anche lui nel perimetro, guardando con aria di sfida dritto agli occhi di Ivan. Aveva i capelli rossicci e lunghi e la carnagione sanguigna. "Nome?" "Johannes". "Ed ecco a voi il secondo sfidante, signori... Johannes! Chi di loro vincerà questo eccitante combattimento all'ultimo sangue avrà me come premio! Ma adesso basta con i convenevoli, combattete!"



Ivan si sbottonò la camicia e rimase a torso nudo con i soli pantaloni di fustagno marroni... Che dire, era ancora meglio di quanto mi immaginassi! Un fisico veramente scultoreo, quasi da culturista... I bicipiti non avevano niente da invidiare a quelli di Johannes, con pettorali sporgenti e addominali ben definiti. Anche Johannes si tolse la canottiera, e mostrò il suo petto villoso e massiccio, forse ancor più di quello di Ivan; a differenza del suo sfidante il suo addome sembrava un po' più vissuto e meno definito, e inoltre restituiva a Ivan qualcosa in altezza, ma nel complesso sembrava potere fare più male.
Entrambi mi diedero i loro vestiti, e io diedi il via alle ostilità gridando: "lottate!"

In sala calò il silenzio. I due uomini si misero in guardia circospetti girando intorno al centro del quadrato, e nessuno di loro sembrava voler prendere l'iniziativa... Poi Johannes cominciò ad avvicinarsi tentando di far valere la sua possenza e di stanare Ivan, o perlomeno costringerlo al muro. Ivan tentò prima di aggirare l'ostacolo, ma vistosi assalito, abbozzò un colpo di destro, che Johannes parò agevolmente, e contrattaccò con un preciso calcio all'inguine che, complici gli scarponi, doveva aver fatto davvero male. Il match era girato a favore di Johannes. Ivan era piegato in due dal dolore per il colpo ricevuto, quando Johannes dimostrò la sua forza sollevando Ivan come fosse un peso da un quintale, facendo cadere la sua spina dorsale sulle sue spalle, e gettandolo a terra. Il pubblico era quasi spaventato da quella dimostrazione di forza; Ivan si contorceva già dal dolore per i due colpi ricevuti; la sua schiena doveva aver subito dei danni giacché rialzandosi non riusciva a tenere una posizione dritta; Johannes attendeva sicuro che il suo avversario tentasse di avvicinarsi per riportare il combattimento in parità. Ivan tentò di accostarsi, anche se senza grande convinzione, e di colpire Johannes con un destro, ma il biondo schivò senza alcun problema e colpì duramente Ivan allo stomaco. Ivan si piegò ancora una volta in due e si accasciò, e Johannes lo prese dal collo sollevandolo nuovamente, e facendolo sbattere pesantemente al muro; prima che Ivan facesse a tempo a cadere, Johannes lo colpì al naso con un destro terrificante il cui eco sembrò risuonare per tutto il locale, frantumandogli il setto e finendo definitivamente l'avversario in un lago di sangue.


Gli infermieri si prodigarono immediatamente per prendere Ivan e portarlo al Pronto Soccorso, prima che un'emmoragia lo uccidesse. Il pubblico urlava inneggiando al vincitore e applaudendo, mentre Johannes, con una maestosa esultanza, provocava un ulteriore boato degli astanti.

Mi avvicinai al vincitore e poggiai una mano sul suo petto, poi lo baciai. E mentre il pubblico si dileguava, portai Johannes nel mio spogliatoio, aprii la doccia, e la notte ebbe inizio.










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Non perdiamo tempo, fra un’ora devo andare a preparare la cena, trova un posto per scopare dai!”. Alessandra era una donna sposata che ogni tanto mi veniva a trovare a casa. Anche soltanto per una sveltina e a volte non si spogliava neanche: la scopavo in piedi contro la porta di entrata, scostando le sue mutandine ed infilandoglielo dentro per sbatterla. Lei era così: quando era eccitata e piena di voglia bisognava soddisfarla alla svelta, altrimenti cominciava a tremare e a diventare aggressiva. Ero andato al supermercato per comprare qualcosa per cena, ma prima di entrare mi sento chiamare da una voce di donna. E’ lei. Cazzo lei qui? Non faccio neanche in tempo a pensare se sia solo un caso oppure…. Mi corre incontro e mi spinge verso la mia auto, Ci ritroviamo dentro “dai, dai, ho una voglia matta di farmi montare, trova un posto sbrigati”. Parto mentre cerco di pensare dove, in quale posto isolato posso andare. Il suo profumo di donna in piena tempesta ormonale riempie la mia auto e quando ancora siamo sulla statale lei mi sbottona i pantaloni. E’ già duro il mio cazzo e lei lo stringe forte fra le dita. La sento respirare violentemente mentre cerco di concentrarmi sulla strada. E’ giorno pieno ma lei ugualmente si abbassa e cerca di metterselo tutto in bocca. C’è poco spazio tra il volante ed il sedile, ma ci riesce, s’incastra ed io posso andare avanti solo con la terza innestata. Ogni tanto il motore va su di giri, specie quando lei affonda affamata e succhia avida da farmi quasi male: è aggressiva, caotica come sempre, ha voglie da soddisfare, nervosa e sbrigativa. Si alza e le sue labbra sono bagnate di saliva come il mio cazzo che continua a tenere in mano. Sono attento alla strada ma anche a lei che intanto si è alzata la gonna e si tocca tra le cosce, affonda tutto il palmo sulla fica, lo preme forte, lo struscia sempre piu’ velocemente e ad occhi chiusi emette costanti mugolìi. Infila due dita in fica e comincia a masturbarsi chiudendo gli occhi. Con l'altra mano mi offre una tetta grossa e morbida dicendo "mungimi, mungimi, sono la tua vacca". Allugo una mano e mimo una mungitura improbabile, ma a lei piace sentirsi una troia. E bellissima questa scena. La mia eccitazione è alle stelle e non mi frega niente che qualche camionista, dall’alto, vede e suona il clacson che sembra un boato. Finalmente prendo una strada di campagna tutta buche. In fondo trovo uno spiazzo ed una vecchia rimessa di fieno. Una strada senza uscite: se viene qualcuno non sarà possibile fuggire. Eccitante ancora di più. Lei si accarezza i seni, poi prende con le dita i capezzoli e se li tira. L’altra mano ormai è bagnata dagli umori della sua fica. La porta in bocca e la lecca mentre mi guarda, poi me la spalma sulle mie labbra e mi bacia, mi succhia la lingua, mi morde. La spingo fuori l’auto, verso il cofano. La giro, le alzo la gonna, scosto le mutandine senza togliergliele e la riempio col mio cazzo. Lei grida, ma non di dolore. La sua fica è aperta, larga, fradicia di umori e lei mi incita, spinge indietro il culo e se lo apre con due dita. Mi viene voglia di strapparle i vestiti, mi sento un animale che chiava una femmina della sua stessa specie. Trovo un appiglio nei suoi capelli, che tiro verso di me, lasciando lei col viso in alto e la gola indifesa. Ci vorrebbe un vampiro adesso, ma non se ne vedono in giro. Ad ogni colpo furioso rimbalzo sui suoi glutei e immagino i suoi seni che ballano. “più forte” urla. Tiro i suoi capelli e lei inarca la schiena in modo quasi innaturale e non smette di incitarmi “dai scopami, sbattimi, chiavami, sborrami dentro”. Tolgo il mio cazzo dalla fica e lo infilo senza dolcezza nel suo culo, fra le dita che lo tengono aperto. Urla, ma non si ritira. Anzi spinge ancora di piu’. Tre quattro colpi e poi torno nella sua fica e cosi’, di qua e di là, ancora e ancora. Gli umori bagnano il mio cazzo e scivolano lungo le sue cosce. Sembra invasata “rompimi la fica, allargami il culo, fammelo sentire fin nello stomaco” sussurra con la voce roca..poi si irrigidisce e per un attimo dimentica di respirare. Urla uno due cinque volte e si accascia distrutta sul cofano, che non la trattiene. Scivola per terra girandosi così da fermarsi appoggiata con la schiena alla ruota. Ansante, con le braccia abbandonate, il viso rosso, gli occhi chiusi. Prendo in mano il mio cazzo, lo tocco e una decina di schizzi di sborra colpiscono l’auto, la gommai, i capelli e il suo viso. Ad occhi ancora chiusi, allunga la lingua e raccoglie quello piu’ vicino e lo ingoia. Mi tremano le gambe ma non posso cadere per terra. E’ tardi. Cerco un asciugamano che naturalmente non ho e allora uso il fazzoletto per pulirla un po’. Lei ancora non si muove. Mi rivesto pensando di correre a casa per una doccia. Rientro in macchina “sono le 20.30” le dico. Lei si alza preoccupata, cerca di rimettersi a posto e dalla borsa prende tutto quello che c’è di utile per sistemarsi. ”Portami alla mia auto dai, che è tardissimo”. Per strada non parliamo, la guardo di sfuggita. Il suo viso è ancora rosso, cosi’ il suo collo come succede alle donne durante e dopo aver scopato. Arrivo al parcheggio, mi saluta con ciao e scompare. Arrivo a casa di corsa, mi getto sotto la doccia e poi mi butto, umido e stanco, sul letto. Un bip dal cellulare mi dice che è arrivato un msg. Lo leggo “stasera vengo lo stesso verso mezzanotte, questa vacca ha ancora voglia di farsi mungere”. Penso sorridendo che di femmine ce ne siano sempre di meno, meglio cogliere le opportunità ogniqualvolta che passano vicine.







Sesso in spiaggia

ciao ho 27 anni ed un fisico atletico e muscoloso
quando sono in spiaggia quasi tutte le ragazze mi guardano.
quest'anno c'era una ragazza di milano che non mi toglieva gli occhi di dosso, anche se ero con la mia fidanzata. lei se n'era accorta di questa cosa ed era attenta che io non facessi lo scemo con quella.
un giorno, la mia fidanzata decide di andare a prendere il sole con il materassino alle boe,ed io rimango da solo in spiaggia. all'improvviso si avvicina la ragazza di milano e con aria disinteressata mi dice di seguirla. oltre la spiaggia c'e' una pineta, ed io andai li con lei.
mi disse:"mi piaci troppo e non posso esimermi,anche se sei con la tua fidanzata"
io: "anche tu sei bellissima"
e inizio ad accarezzarmi e a mettermi la mano nel costume:
cosi' caccio' il mio cazzo fuori e si abbasso' x incominciare a succhiarlo,era bravissima , me lo fece venire subito duro ,cosi' che rimase sorpresa(avendo io un cazzo da 21 cm).
lei:"voglio farti godere ,cosi' mi dici se sono piu' brava io o la tua ragazza!" io:"si dai continua".
me lo succhiava fortissimo,e lo leccava come fosse un gelato, cosi' da farmi girare la testa.
scorgemmo una panchina, e decidemmo di andarci a sedere, cosi la poggiai a pecora sulla panchina,spostai il suo tanga e glielo infilai tutto dentro la fica.inizio a godere.e mi incito' a sbatterla piu' forte.
lei"dai scopami come se fossi la tua fidanzata,fammi male"
io:"si ti scopo, ti voglio sgranulare le pareti della tua fica".
lei:"adesso,mettimelo nel culo"
a quel punto pensai :"questa milanese scopa da paura"
e glielo misi nel culo,entro' quasi facilmente,si vede lo aveva fatto tante volte, e cominciai a sbatterla nel culo.ragazzi aveva un culo bellissimo,era bellissima.
stavo x arrivare, lei inizio a gridare di piacere,tanto da dirmi che era gia' arrivata,cosi' iniziai a sbatterla ancora piu' forte dicendole di voler arrivare nel suo culo.lei mi incitava e cosi' le arrivai tutto nel culo bagnandola tutta con il mio sperma.quando tirai fuori il mio cazzo ancora fradicio,lei me lo inizio' a succhiare x pulirlo, e disse:"ti e' piaciuto?chi e' piu' brava io o la tua ragazza?"
ed io risposi che era stato piu' bello con lei dato che con la mia fidanzata non faccio sesso anale. cosi lei ando' a mettersi sottto l'ombrellone, ed io andai al mare per riprendermi un po'.
da quel giorno e' successo altre 3 volte e sono giunto alla conclusione : che monica la milanese e' una fica da paura. infine,siamo rimasti che l'anno prossimo ci saremmo incontrati di nuovo e avremmo di nuovo fatto sesso e magari a 3 con la mia fidanzata.sai che sballo!!!